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Culture

"Futurismi di Frontiera" in mostra a Gorizia

Submitted by GiuliaM on Ven, 08/01/2010 - 23:09

“Si pensa e si agisce come si veste” scriveva Giacomo Balla nel Manifesto per il vestito antineutrale. La moda futurista vietava di sfoggiare simmetrie, bandiva colori non colori come nero e marrone, e addirittura aboliva la lingerie che era vista come una vera e propria prigione del corpo! Via libera invece a scarpe e accessori vari (da ombrelli a borse e cappelli) che erano un trionfo di colori e forme. E c'era gran fermento in quegli anni per la nascita della “tuta”, dall’aggettivo “tutta” ma con l’eliminazione di una T (rappresentazione grafica del taglio bidimensionale di questo nuovo capo, adatto alle forme e ai portafogli di tutti).
Chi riuscirà a visitare la mostra, avrà inoltre la fortuna di passeggiare fra pezzi originali di alcuni dei maestri della moda odierna, da Laura Biagiotti ai coniugi Missoni, fino a Roberto Capucci e al suo abito-tributo al futurismo.
Oltre alla moda da vestire, esposta troverete anche la moda da vivere quotidianamente, con oggetti e arredi legati alla vita e alla realtà di tutti i giorni. Ed è un tripudio di oggetti dinamici e vitali, colori entusiasmanti, per un futurismo nelle forme e ancor più nelle decorazioni.
La mostra si tiene presso i Musei Provinciali della Città e si svolgerà fino al 1° Maggio 2010.
Per informazioni:
Musei Provinciali di Gorizia
Telefono: 0481 547541/ 547499
musei@provincia.gorizia.it
Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì).

Londra celebra Tim Walker con la mostra "Pictures"

Submitted by GiuliaM on Gio, 28/08/2008 - 01:10
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Dal 9 maggio al 28 settembre il Design Museum di Londra ospita la mostra “Pictures”, dedicata a uno dei maggiori fotografi di moda dei nostri tempi, Tim Walker. Divenuto famoso dopo aver fatto da assistente a New York al celebre collega Richard Avedon, ha contribuito a rendere più belli e famosi abiti d’alta moda per riviste del calibro di Vogue, Harper’s Bazaar e Vanity Fair.
Le immagini di moda di Walker uniscono sapientemente fiaba e realtà, fantasia e quotidiano, ritraendo, su sfondi da favola, donne dall’aspetto etereo e sognante.
Particolari stravaganti e originali, un game continuo di audacia e ingenuità, gioco e favola.

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Oltre ad una selezione dei suoi scatti più belli e famosi, la mostra permette di vedere l’esecuzione dei progetti del fotografo, dal concepimento e sviluppo dell’idea alla sua realizzazione grazie alla trasformazione dello spazio espositivo del museo in un grande studio, con una gigante macchina fotografica ed enormi cornici, il tutto per permettere ai visitatori di immergersi nell’affascinante mondo della moda visto ‘al di qua’ dell’obiettivo fotografico.
Agli appassionati di moda e fotografia interesserà tra l’altro sapere che a maggio è stato pubblicato un libro intitolato “Pictures by Tim Walker che ripercorre la carriera e i migliori scatti dell’artista.
PICTURES BY TIM WALKER, fino al 28 settembre
Design Museum
28 Shad Thames
LONDON SE 1 2YD
Orari: dalle 10 alle 17.45, ultimo ingresso ore 17.15
Biglietti:
Adulti £ 8.50
Agevolazioni £ 6.50
Studenti £ 5
Bambini sotto i 12 anni: ingresso gratuito
Per ulteriori info ciccate DesignMuseum

Richard Avedon: fotografie 1946-2004. Milano

Submitted by GiuliaM on Mar, 26/02/2008 - 19:16
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Dal 14 febbraio all’8 giugno 2008, al centro Forma di Milano, si terrà una retrospettiva dedicata ad uno dei maestri della fotografia scomparso nel 2004, Richard Avedon. Oltre 250 fotografie di moda, reportage, ecc. raccontano lo stile, il percorso e l’ottica di questo grande artista che per ben 20 anni ha collaborato con la maison Versace.
Il visitatore seguirà un percorso cronologico e tematico, cominciando dagli scatti per la moda, i ‘salti’ e le modelle in movimento, la storia del fashion system e delle sue icone, per poi proseguire con i magnifici ritratti che colgono espressioni e sentimenti di volti noti e non, fra cui Charlie Chaplin, Marilyn Monroe, Marella Agnelli, e persino il padre malato di tumore.
Sono molto interessanti gli scatti realizzati nel corso della campagna elettorale americana del 1976 e le gigantografie del reportage svolto a Berlino in occasione del Capodanno 1989-90 (il primo senza Muro).
Nei mesi in cui il Centro Internazionale di Fotografia ospiterà la retrospettiva, saranno organizzati incontri per conoscere meglio la figura e l’opera di Avedon. Dopo Milano la mostra farà tappa in giro per il mondo e per la precisione a Parigi, Berlino, Amsterdam e San Francisco.
Il FORMA, Centro Internazionale di Fotografia, si trova a Milano, in Piazza Lucrezio caro 1.
La mostra è aperta dalle 10 alle 20, mentre il giovedì e venerdì dalle 10 alle 22.

Alcune leggende sulle rose: come nacquero le rose rosse e perche' le rose gialle simboleggiano infedelta' e gelosia?

Submitted by GiuliaM on Dom, 24/02/2008 - 02:47
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Ci sono tanti miti sull’origine delle rose: nella mitologia greca, ad esempio, ci sono due versioni particolarmente suggestive. La prima narra che Afrodite, dea della bellezza, dopo essere uscita dalle onde marine, avrebbe fatto cadere a terra una goccia dalla sua pelle e da quella goccia si narra sia nata la prima rosa. La seconda versione attribuisce la nascita della rosa a Chloris, la dea greca dei fiori che, dopo aver trovato in un bosco il corpo senza vita di una ninfa racchiusa nel tronco di un albero, chiese aiuto ad Afrodite. Questa le donò la bellezza, Dioniso, dio del vino, le aggiunse il nettare per donarle un dolce profumo ed infine le tre Grazie le diedero fascino, gioia e luminosità. Zephir, il dio del vento dell’est, spazzò via le nuvole così che Apollo, dio del sole, potesse con i suoi raggi riscaldarla e permetterle di fiorire.
Ad ogni modo pare che, in origine, le rose fossero tutte bianche. Un giorno però Venere, correndo incontro ad uno dei suoi innamorati, inciampò su un cespuglio di rose e le spine la punsero facendola strillare dal dolore. Le rose, bagnate del sangue di Venere, vergognandosi per l’offesa recata alla dea, arrossirono all’istante e rimasero rosse per l’eternità.

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Per quanto riguarda le rose gialle, la leggenda sulla loro origine risale addirittura alla storia del profeta Maometto e della sua favorita Aisha. Poiché egli sospettava che gli fosse infedele chiese all’Arcangelo Gabriele di aiutarlo a scoprire la verità. L’Angelo gli disse di bagnare le rose e, se queste avessero cambiato colore, i suoi dubbi sarebbero stati fondati. Quando Maometto tornò a casa, Aisha gli offrì delle rose rosse, lui le ordinò di lasciarle cadere nel fiume e le rose divennero gialle.
Oggi alle rose è attribuito un significato diverso a seconda del colore:
Rosa arancio - fascino;
Rosa bianca - amore puro e spirituale o amicizia;
Rosa color corallo - desiderio;
Rosa di Natale - pace, tranquillità;
Rosa gialla - gelosia, infedeltà, declino dell'amore;
Rosa muschiata - bellezza capricciosa;
Rosa canina - piacere e dolore;
Rosa rosa - amicizia, affetto;
Rosa color rosa scuro - gratitudine;
Rosa color rosa pallido - gioia;
Rosa pesca - amore segreto;
Rosa rossa – passione.

Vigevano 2008: Tacchi a spillo in mostra

Submitted by GiuliaM on Gio, 14/02/2008 - 14:16
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Tacco a spillo: croce e delizia di ogni donna, a lungo oggetto di critiche da parte di molti medici pur essendo, a tutti gli effetti, un indiscutibile veicolo di fascino e femminilità. Dal 23 febbraio al 25 maggio 2008 il castello di Vigevano (PV) ospiterà una mostra intitolata “Il tacco a spillo, fascino e seduzione”: saranno esposti oltre 100 modelli, dai primi esemplari storici (come quelli di Ferragamo e Dal Cò per le star degli anni 50/60 e quelli dei calzaturieri Vigevanesi, primi realizzatori del tacco a spillo), ai modelli più attuali dei cosiddetti ‘re dello stiletto’, Manolo Blahnik e Jimmy Choo.
La mostra cercherà di raccontare ai suoi visitatori la storia del tacco a spillo attraverso citazioni, curiosità, riferimenti cronologici, foto ed approfondimenti, con un approccio giocoso che ben si addice a questo prodotto che, pur nella sua sostanziale frivolezza, ha fatto la fortuna dell’industria calzaturiera vigevanese.
La mostra sarà aperta al pubblico a partire dal 23 febbraio dal martedì al venerdì la mattina dalle 10.00 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30. Il weekend e festivi dalle 10.00 alle 18.30.

Il mito della camelia

Submitted by GiuliaM on Mer, 13/02/2008 - 00:51
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Il mito della camelia

La camelia è un bellissimo fiore, ma, incredibilmente, non ha profumo.
C’è un’antica leggenda che spiega la ragione di questa strana caratteristica del fiore:
un giorno il dio Vulcano sorprese la moglie Venere scambiarsi effusioni con Marte e colmo di tristezza, si sfogò con Cupido. Questi si adirò moltissimo con la madre, soprattutto perché aveva osato amoreggiare senza l’ausilio delle sue frecce.
Venere, estremamente offesa, decise di vendicarsi, nonostante Cupido fosse suo figlio e anche Dio dell’Amore. Ordinò quindi alle Grazie, ‘tate’ di Cupido, di non fargliela passare liscia e di frustarlo con rami di rose, affinché le spine gli lacerassero la pelle!
Tutti gli altri Dei rimasero sconvolti dalla crudeltà di Venere; ma a Flora venne un’idea…Ordinò a Zefiro di volare nel lontano Giappone e, una volta lì, di raccogliere i rami di una rara pianta dai fiori rossi simili a quelli della rosa, ma dal gambo totalmente privo di spine.
Al suo ritorno Zefiro consegnò alle Grazie le “fruste” innocue con cui punire il piccolo Cupido: il castigo fu quindi solamente formale, e Cupido non provò nessun dolore.
In compenso tutto l’Olimpo rimase estasiato dalla bellezza di quei fiori delicati e soprattutto dal loro profumo intensissimo, che paragonavano a quello dell’Ambrosia…
Venere però, scoprì presto l’inganno e stavolta decise di vendicarsi sulla pianta stessa: nonostante le suppliche della sua creatrice Flora, ordinò che venisse esiliata in un’isola sconosciuta e lontana e infine, con un incantesimo, le tolse lo splendido profumo.
Di essa non si ebbero più notizie fino agli inizi del 1700 quando Giorgio Kamel, un missionario gesuita, rimase incantato nello scoprire sull’isola di Luçon una meravigliosa pianta mai vista prima che gli indigeni chiamavano Tsubakki.
La portò con sé in Europa, e le diede il suo nome: camelia.
Così finalmente la bella pianta fu conosciuta e apprezzata anche da noi; ma purtroppo, per colpa di una Dea dal pessimo carattere, nessuno potrà mai più godere del suo magico profumo.

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