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Ray-Ban Wayfarer: la storia è di moda

Submitted by GiuliaM on Gio, 10/07/2008 - 16:05
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Puntualmente arriva l’estate e subito scatta la corsa per capire quale sarà il must della stagione in fatto di occhiali da sole. Da qualche anno a questa parte sono sempre modelli storici della Ray Ban a classificarsi al primo posto della classifica: e così prima c’è stato il ritorno delle mitiche gocce stile Top Gun, poi il modello Aviator e quest’anno è la volta degli storici Wayfarer, disegnati da Raymond Stegeman nel lontano 1952.
Il design degli occhiali rompeva radicalmente con la tradizione, sia nella forma, che divenne subito uno status symbol, sia nei materiali visto che i Wayfarer inaugurarono l’uso delle montature in plastica.
Sicuramente i Wayfarer devono buona parte del loro successo alle grandi icone che, negli anni, ne hanno fatto sfoggio nei film e nella vita privata: fra tutti Merilyn Monroe, la splendida Audrey Hepburn che ne ha indossato una versione oversize in Colazione da Tiffany nel 1961, e ancora John Lennon, Bob Dylan, James Dean, John F. Kennedy, Andy Warhol, ecc.

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Dopo qualche anno lontani dai riflettori, i Wayfarer tornarono in voga grazie ai mitici Blues Brothers e alla fortunata serie Miami Vice, tanto che in soli 9 anni (dal 1981 al 1989) si passò da 2 a oltre 40 modelli disponibili, diversi per forma e colore.
Negli anni Novanta, i Wayfarer conobbero più bassi che alti perché messi in ombra da un altro modello mitico che regnò sovrano in quegli anni, vale a dire gli Oakley.
Nel nuovo millennio, forse grazie al trend degli accessori vintage che ha ormai preso piede tra i migliori appassionati di moda, i Wayfarer sono di nuovo tornati alla ribalta: l’anno scorso la Ray Ban scoprì che vecchi Wayfarer degli anni cinquanta e sessanta venivano venduti a cifre esorbitanti su Ebay e così non si è fatta sfuggire l’occasione per proporre modelli di Wayfarer (ad es. gli Original Wayfarer, i New Wayfarer e i Wayfarer Folding Styles), che riprendono esattamente il design dei primi modelli prodotti ormai mezzo secolo fa.

wayfarerbicolor

Ultimamente, visto il nuovo ed ennesimo successo conosciuto da questo storico modello di occhiale, la Ray Ban ha introdotto sul mercato la versione Wayfarer Icons Bicolor, proposta in 7 varianti bicolori, come dice il nome stesso e come si può vedere nella foto.

Alcune leggende sulle rose: come nacquero le rose rosse e perche' le rose gialle simboleggiano infedelta' e gelosia?

Submitted by GiuliaM on Dom, 24/02/2008 - 01:47
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rosa rossa copia

Ci sono tanti miti sull’origine delle rose: nella mitologia greca, ad esempio, ci sono due versioni particolarmente suggestive. La prima narra che Afrodite, dea della bellezza, dopo essere uscita dalle onde marine, avrebbe fatto cadere a terra una goccia dalla sua pelle e da quella goccia si narra sia nata la prima rosa. La seconda versione attribuisce la nascita della rosa a Chloris, la dea greca dei fiori che, dopo aver trovato in un bosco il corpo senza vita di una ninfa racchiusa nel tronco di un albero, chiese aiuto ad Afrodite. Questa le donò la bellezza, Dioniso, dio del vino, le aggiunse il nettare per donarle un dolce profumo ed infine le tre Grazie le diedero fascino, gioia e luminosità. Zephir, il dio del vento dell’est, spazzò via le nuvole così che Apollo, dio del sole, potesse con i suoi raggi riscaldarla e permetterle di fiorire.
Ad ogni modo pare che, in origine, le rose fossero tutte bianche. Un giorno però Venere, correndo incontro ad uno dei suoi innamorati, inciampò su un cespuglio di rose e le spine la punsero facendola strillare dal dolore. Le rose, bagnate del sangue di Venere, vergognandosi per l’offesa recata alla dea, arrossirono all’istante e rimasero rosse per l’eternità.

rosa gialla copia

Per quanto riguarda le rose gialle, la leggenda sulla loro origine risale addirittura alla storia del profeta Maometto e della sua favorita Aisha. Poiché egli sospettava che gli fosse infedele chiese all’Arcangelo Gabriele di aiutarlo a scoprire la verità. L’Angelo gli disse di bagnare le rose e, se queste avessero cambiato colore, i suoi dubbi sarebbero stati fondati. Quando Maometto tornò a casa, Aisha gli offrì delle rose rosse, lui le ordinò di lasciarle cadere nel fiume e le rose divennero gialle.
Oggi alle rose è attribuito un significato diverso a seconda del colore:
Rosa arancio - fascino;
Rosa bianca - amore puro e spirituale o amicizia;
Rosa color corallo - desiderio;
Rosa di Natale - pace, tranquillità;
Rosa gialla - gelosia, infedeltà, declino dell'amore;
Rosa muschiata - bellezza capricciosa;
Rosa canina - piacere e dolore;
Rosa rosa - amicizia, affetto;
Rosa color rosa scuro - gratitudine;
Rosa color rosa pallido - gioia;
Rosa pesca - amore segreto;
Rosa rossa – passione.

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Il mito della camelia

Submitted by GiuliaM on Mar, 12/02/2008 - 23:51
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Il mito della camelia

La camelia è un bellissimo fiore, ma, incredibilmente, non ha profumo.
C’è un’antica leggenda che spiega la ragione di questa strana caratteristica del fiore:
un giorno il dio Vulcano sorprese la moglie Venere scambiarsi effusioni con Marte e colmo di tristezza, si sfogò con Cupido. Questi si adirò moltissimo con la madre, soprattutto perché aveva osato amoreggiare senza l’ausilio delle sue frecce.
Venere, estremamente offesa, decise di vendicarsi, nonostante Cupido fosse suo figlio e anche Dio dell’Amore. Ordinò quindi alle Grazie, ‘tate’ di Cupido, di non fargliela passare liscia e di frustarlo con rami di rose, affinché le spine gli lacerassero la pelle!
Tutti gli altri Dei rimasero sconvolti dalla crudeltà di Venere; ma a Flora venne un’idea…Ordinò a Zefiro di volare nel lontano Giappone e, una volta lì, di raccogliere i rami di una rara pianta dai fiori rossi simili a quelli della rosa, ma dal gambo totalmente privo di spine.
Al suo ritorno Zefiro consegnò alle Grazie le “fruste” innocue con cui punire il piccolo Cupido: il castigo fu quindi solamente formale, e Cupido non provò nessun dolore.
In compenso tutto l’Olimpo rimase estasiato dalla bellezza di quei fiori delicati e soprattutto dal loro profumo intensissimo, che paragonavano a quello dell’Ambrosia…
Venere però, scoprì presto l’inganno e stavolta decise di vendicarsi sulla pianta stessa: nonostante le suppliche della sua creatrice Flora, ordinò che venisse esiliata in un’isola sconosciuta e lontana e infine, con un incantesimo, le tolse lo splendido profumo.
Di essa non si ebbero più notizie fino agli inizi del 1700 quando Giorgio Kamel, un missionario gesuita, rimase incantato nello scoprire sull’isola di Luçon una meravigliosa pianta mai vista prima che gli indigeni chiamavano Tsubakki.
La portò con sé in Europa, e le diede il suo nome: camelia.
Così finalmente la bella pianta fu conosciuta e apprezzata anche da noi; ma purtroppo, per colpa di una Dea dal pessimo carattere, nessuno potrà mai più godere del suo magico profumo.

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